lunedì, 20 ottobre 2008

Macché Lucignolo, meglio il Dr. Loft

Guia Soncini, sul Riformista di oggi, consiglia a Walter e i suoi di andare da Lucignolo piuttosto che da Fazio a “giocare in casa”.

Beh, a questo punto, tanto vale andare all’Isola dei Famosi, come Lussuria, dice la pulce, che così magari poi gli fanno fare pure una bella fiction, una di quelle coi medici, con quei nomi tipo Terapia d’urto, Casi senza speranza, Dr. Loft.

Anzi, anzi, no. Meglio X-Factor, così la prossima estate ce lo ritroviamo a cantare «non ti scordar mai di meEeEeEe…».

lunedì, 13 ottobre 2008

Da Alice a Skip

«Il fatto stupefacente è che noi, allora senza la minima idea di come sarebbero andate le cose, oggi sappiamo esattamente cosa accadde. Che ci siano i risultati per la classe del gennaio 1950 – Che si sia risposto alle domande alle quali non si poteva rispondere, che si sia svelato il futuro – Non è stupefacente? Essere vissuti: e in questo paese nel nostro tempo, e da quelli che eravamo. Stupefacente».

 

Da un discorso mai pronunciato di Nathan Zuckerman, detto Skip, in Pastorale americana di Phlip Roth.

 

 

«Vivere  a rovescio! – ripeté Alice sbalorditissima. Mai sentita una cosa simile!»

« … però presenta un gran vantaggio: la memoria lavora in entrambi i sensi».

« Sono sicura che la mia lavora solamente in un senso, – osservò Alice. – Non potrei ricordare le cose prima che accadano».

« È una ben povera memoria quella che lavora soltanto all’indietro», – commentò la Regina.

 

Alice e la Regina di cuori in Al di là specchio di Lewis Carrol.
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categoria: parole, libri, scrittori, passepartout


sabato, 06 settembre 2008

Yesss

Grande ritorno per Riccardo Iacona con un reportage dedicato alle guerre senza fine. Frutto di un anno lavoro e di un lungo viaggio attraverso Kosovo, Macedonia, Serbia, Turchia e Afghanistan, il 19 settembre (ore 21.05, Raitre) andrà in onda la prima puntata di La guerra infinita, intitolata “Kosovo, nove anni dopo”. Le musiche, come sempre, portano la firma inconfondibile di Daniel Bacalov. (Secondo appuntamento 26 settembre).

 

A fine anno, invece, tornerà in servizio l’ispettore Coliandro. La pulce è una sua “grande” fan. Uscito dalla penna di Carlo Lucarelli, Coliandro è sbarcato in tv nel 2006 (Raidue) con i primi quattro episodi. Geniali, divertentissimi. Regia di Manetti Bros.
lunedì, 01 settembre 2008

Il dubbio della pulce

Noo, la pulce è precipitata nel dubbio. Proprio oggi che tutta contenta stava per compiere il suo primo ordine di libri online si è imbattuta in questo post qui.

Che ci dà, a me e alla pulce, la possibilità di dire che sì, abbiamo finalmente compreso quanto sarebbe bello avere una libreria di zona… ma qui a Ciampino non ce ne sono. :(

In genere la pulce si rifornisce nei megasupermercati dei libri di Roma, una volta le piaceva, ma passato l’entusiasmo da “mondo dei balocchi” e subentrata una certa freddezza… Sarebbe bello se comprare un libro non fosse solo uno spostamento di oggetti da un luogo all’altro. Non ho idea di cosa significhi avere una libreria di riferimento “dove ti conoscono”, perché quando siamo arrivate noi, io e la pulce, i librai di zona non c’erano più. Allora tanto vale chiudere i libri in uno scatolo e farli spostare al posto tuo, che uno nel frattempo c’ha pure altre cose da fare. O no?

 

P.S. Oh, ma c’è l’eco qui dentro. :D
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categoria: libri, internet, blogosfera, lettori, anche le pulci hanno la tosse, il bucato della pulce


lunedì, 16 giugno 2008

Una pulce in Asia

Cronache birmaneMingalaba, la pulce leggendo Cronache birmane, l’ultima deliziosa graphic novel di Guy Delisle, ha imparato a dire «buongiorno» in birmano. Il libro del fumettista canadese è uno splendido reportage dalla terra di Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace nel 1991, agli arresti domiciliari da quindici anni. In Birmania, Delisle ha vissuto per un anno con la moglie Nedège, in missione per Medici senza frontiere e il figlioletto Louis.

Negli ultimi tempi per motivi di “lavoro” oltre che per interesse personale, la piccola pulce si sta dedicando alle letture sull’Asia. E d’ora in poi ne troverete qualche traccia anche qui sul Capriccio.

La pulce dice che si sente un po’ come Salgari, che scriveva le avventure delle Tigri di Mompracem nella giungla del Bengala senza esserci mai stato. E quindi, almeno per il momento (ma un giorno o l’altro…) scrive appollaiata davanti al computer, al massimo ogni tanto cambia leggermente posizione, ché si può fare anche senza passaporto e senza visto per entrare in Cina.

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categoria: diritti, birmania, asia, informazione, passepartout, anche le pulci hanno la tosse


sabato, 31 maggio 2008

Il ritorno della pulce

Ni-hao, la pulce è tornata. Ha provato a farsi sostituire da un animaletto ombra, ma niente, hanno detto che senza almeno un programma ombra e un ministro ombra per l’applicazione del programma (ombra?) non si può gestire nemmeno un blogghetto come questo qui.


Il primo post della nuova stagione (ops!) è dedicato ai servizi parlamentari del Tg1. Da quando c’è Riotta al timone, i giornalisti che si occupano di politica sono spesso in diretta da piazza Colonna a Roma, dove c’è la camera dei deputati, anche quando lì non succede nulla. :D

È un modo per dare l’idea di stare sulla notizia, anche se questa, in molti casi, consiste in dichiarazioni che non sono state rilasciate a Montecitorio. Diciamo che è un modo per contestualizzare i fatti.

La cosa più divertente, però, sono le persone che puntualmente si affollano dietro agli inviati, o passano e ripassano davanti alle telecamere con aria vaga. Poi subentra il passaggio successivo, tirare fuori il cellulare, chiamare casa e quando finalmente si è sicuri di essere visti da amici e parenti arriva il momento clou: fare ciao mamma con la mano. :D

 Tg1 a

La pulce sottolinea che è un fenomeno trasversale, uomini e donne, destra e sinistra, grandi e piccini non c’è differenza. In molti, è stato notato, si aggiustano anche un po’ il ciuffo. E poi non dite che l’Italia è un paese diviso, come potete vedere, “davanti” alle istituzioni c’è un terreno comune dove il dialogo si può fare.

venerdì, 11 aprile 2008

Domenica e lunedì si può fare: vota Partito Democratico

Nell’ultimo periodo lo stage che sto facendo mi ha tenuta un po’ lontana dal blog. Questa è l’ultima opportunità che mi rimane per dirlo visto che stasera si chiude la campagna elettorale (e anche il Capriccio si adegua, eh): votate Partito Democratico.

Questa è davvero la nostra occasione per rimetterci in pista, è davvero l’occasione per cambiare stagione, il Pd avrà anche dei difetti, ma è il partito che davvero ci può dare la possibilità di scompaginare la nostra politica, anche rispetto allo schieramento avverso. Abbiamo bisogno di cambiare clima, di essere innovativi. Non possiamo consegnare il paese ad uno schieramento sfibrato come quello della destra, né ha un candidato premier che non ha nessuna voglia di governare. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, iniziamo a fare qualcosa di buono per noi stessi.

Personalmente, a 24 anni, sono un una fase della vita in cui comincerò a rapportarmi con il mondo del lavoro, con tutte le difficoltà che oggi si incontrano. E in un paese depresso, imprigionato in governi che scadono dopo un anno e mezzo o due, come accadrà se vincerà «il principale esponente dello schieramento a noi avverso» :D, diventerebbe ancora più difficile costruire un futuro.

Facciamolo per noi stessi, diamo un segnale di rinnovamento, in modo che anche dall’altra parte ci sia un cambio di leadership e uno svecchiamento. Proviamoci. Proviamo Walter. È troppo importante farlo adesso. Domenica 13 e lunedì 14 si può fare. Vota Partito Democratico. ;)

 

p.s. Eh sì, anche le pulci fanno l’endorsement. :D

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categoria: governo, partito democratico, anche le pulci hanno la tosse


domenica, 30 marzo 2008

La proposta della pulce: faccia a faccia a Parla con me

C’eravamo proprio illusi l’altra sera. Anche la pulce, per un attimo ha perso il proverbiale aplomb, e quando il tg3 ha dato la notizia che il confronto tra Veltroni e Berlusconi si sarebbe fatto, è saltata in piedi sul divano, il confronto ci sarà, aveva detto il tg, appuntamento a Matrix venerdì 11 aprile.


E invece niente. Ieri mattina si è capito che non si tratta di un vero confronto, e neanche di un’intervista comparata in stile Iene, che sebbene non fosse un vero duello tv, avrebbe potuto avere un suo perché, anche se, d’altra parte, si sarebbe trattato di un format troppo suscettibile a tagli e manipolazioni.

Ma, da quanto si sa, la puntata di Matrix sarà semplicemente costruita con dei “pezzettoni” dei due leader, blocchi di 40 minuti circa, forse proprio per evitare il rischio che le interviste siano manipolate in corso di montaggio.


Mancano due settimane al voto, la pulce non ha ancora perso le speranze di vedere il faccia a faccia tra i candidati premier dei due principali partiti in corsa, cosa fattibilissima in qualsiasi programma di approfondimento. La par condicio, dietro alla quale si trincera Berlusconi, non lo vieta. È il Cavaliere che fa il timido.


Ma se proprio non ce la facciamo a fare il duello, la pulce vorrebbe proporre alla Dandini di organizzare a Parla con me un’intervista doppia come quella di Neri Marcorè che fa Gad Lerner e Gianni Riotta, stavolta però con Sabina Guzzanti-Berlusconi, Corrado Guzzanti-Veltroni, così almeno ci facciamo due risate, no?

venerdì, 14 marzo 2008

Trottola elettorale

La ricetta per il precariato

Silvio Berlusconi come candidato da monitorare è veramente impegnativo, ha fatto il “buono” per qualche tempo, accumulava energie per lo sprint finale, ma poi quando parte non concede un giorno di pausa, la Pdl non si è ancora lasciata alle spalle la vicenda Ciarrapico (ammesso e non concesso che si possa lasciare alle spalle un fatto del genere), e il Cavaliere, sulla base di importantissimi studi macro e micro economici, dopo aver analizzato i Pil di mezzo mondo, il tasso del dollaro e pure quello del renminbi cinese, dopo aver consultato una ciurma di economisti e strateghi finanziari capitanati da Giulio Tremonti sulle possibili politiche di governo, è arrivato alla ricetta vincente per superare il problema del precariato. Più Piersilvio per tutti.

 

Guarda come volano i padani

Anche Mario Borghezio ha le sue ricette, mica solo Berlusconi, durante il reportage di Annozero su Alitalia e Malpensa, l’onorevole leghista ha dichiarato: «Ci vorrebbe una bella linea aerea padana». :D

 

Ciarrapico chi?

Sempre durante la puntata di Annozero di ieri, Marco Travaglio ha raccontato le nobili gesta dell’editore e imprenditore Giuseppe Ciarrapico, tra un’impresa eroica e l’altra, dalle acque minerali alla Roma calcio, è venuto fuori che Ciarrapico è stato condannato in terzo grado anche per sfruttamento del lavoro minorile.

E intanto dal Partito popolare europeo non ne vogliono sapere di Ciarrapico, e hanno fatto sapere che da loro «non c’è posto per i fascisti».

 

Facciamo a chi è più Zapatero

La sinistra italiana cerca di intestarsi la vittoria di Zapatero in Spagna. Fino a pochi giorni fa, Pecoraio Scanio continuava a dire fa che i veri zapateri d’Italia sono loro della Sinistra Arcobaleno, sì, proprio lui, Alfonso Pecoraio Scanio! L’alter ego dell’uomo del monte che, a differenza di quello dell’ananas, dice sempre «no». Poi si vede che qualcuno gliel’ha spiegato come stanno le cose, perché è da un po’ che il ministro dell’ambiente non nomina più il premier spagnolo.

Mercoledì scorso, sul Riformista, Enrico Boselli precisava che i veri socialisti sono loro, è incolpava tutti gli altri, Walter Veltroni in primis di appropriarsi di qualcosa che non gli appartiene.

 

Pentimento a Ceppaloni

Clemente Mastella: «Oggi come oggi, prima di far cadere il governo Prodi, ci penserei due volte sopra, anzi dieci volte probabilmente». Si aspettava un’accoglienza a braccia aperte dal Cavaliere, doveva essere portato in trionfo e osannato dalla folla acclamante, era l’uomo che aveva cadere Prodi, e invece… al dunque nessuno l’ha voluto, Silvio Berlusconi dichiarò, senza mezzi termini, che il leader dell’Udeur avrebbe fatto perdere più voti di quanti ne facesse guadagnare, l’infedeltà non ha pagato evidentemente, e Mastella si è visto ripagare con la stessa moneta che lui aveva rifilato a Prodi.

 

Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu
(la verità ti fa male, lo so)
[…]

Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più
(la verità ti fa male, lo so)

[…]

Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più
(la verità ti fa male, lo so)

[…]

ti basta sapere che
ho visto la differenza tra lui e te
ed ho scelto te

giovedì, 13 marzo 2008

La moglie del cliente numero 9

Eliot Spitzer, governatore democratico dello stato di New York, coinvolto in un giro di prostituzione, si è dimesso. Sostenitore di Hillary Clinton, campione della morale, sceriffo anticorruzione che ha pestato i piedi a mezza Wall Street, il governatore quarantottenne ha fatto pubblica ammenda con al fianco la moglie Silma, che dopo lo scandalo aveva dichiarato che il marito non doveva dimettersi. Silma e Eliot si conoscevano sin dai banchi di scuola, ieri il Corriere ha pubblicato una loro foto, in cui i due, giovani e sorridenti, indossano la toga e il tocco, nel giorno del diploma al liceo di Harvard.


Oggi Silma è una donna che resta un passo indietro rispetto al marito, e lo osserva in silenzio, con un’espressione che non ha bisogno di parole, mentre il consorte chiede scusa davanti a un centinaio di giornalisti e al mondo intero. Silma è lì, come a dire «l’ho perdonato io, fatelo anche voi». Intanto, la squillo ventiduenne di Spitzer riempie le cronache dei giornali, i gusti e le esigenze sessuali del governatore, nei panni del suo doppio «il cliente numero 9», vengono spiattellati in prima pagina, con i dettagli sulla casa di appuntamenti contattata via web.


Certo che alle scuse, al pentimento di Spitzer, che frequentava prostitute d’alto bordo da dieci anni, riesce difficile credere, non si può davvero pensare che la conversione, la crisi di coscienza sia sopraggiunta fatalità nel momento in cui è esploso lo scandalo. Di conseguenza la confessione, l’esposizione alla pubblica gogna, sembra solo una messinscena ipocrita.


Eliot Spitzer come o peggio di Bill Clinton, con le mogli a fianco tradite e umiliate. La loro sì che è vergogna, loro sì che pagano un conto salato, loro che si ritrovano mariti incapaci di dominarsi, uomini che non sapendo resistere scelgono di rovinare tutto, di gettare alle ortiche la loro carriera politica oltre che lanciare in pasto ai giornali le proprie famiglie, le proprie mogli soprattutto, come se la delusione privata non fosse abbastanza.


Eliot come Bill, l’uno che ha perso la poltrona di governatore e che ha lasciato sfumare la possibilità, un domani, di correre per la Casa Bianca, l’altro che ha dovuto rinunciare alla presidenza degli Stati Uniti. Questo si ritrovano Hillary e Silma, le mogli dei clienti numero 9, le «metà di niente» come scriveva un po’ di tempo fa Veronica Lario citando Chaterine Dunne, loro le uniche a pagare il conto delle scappatelle dei mariti con le ventenni.

postato da effecci alle ore 23:42 | Permalink | commenti (1) (pop-up)
categoria: parole, politica, stati uniti, passepartout


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